Filosofia

La vita è un viaggio, tutti lo sanno. Un viaggio di cui nessuno ha forse mai capito la meta, perennemente nascosta dietro al numero XX, “Il Mondo”, punto di arrivo del Matto che decide di camminare tra le meraviglia e l’orrore sconfortante dell’esistenza.
Il Matto, la carta 0, noi tutti che spicchiamo un balzo verso l’ignoto della vita. Ogni figura delle carte è un sentimento universale che pervade tutte le persone. Per questo il linguaggio simbolico dei Tarocchi è rimasto immutato da secoli, sempre uguale a se stesso: i sentimenti di cui parla appartengono a tutti. Sono forze che nascono dallo strato più profondo dell’animo e faticano a farsi capire dalla mente razionale abituata ad avere a che fare con il mondo esterno, che i Tarocchi ci aiutano a visualizzare e codificare, integrando un poco nella veglia il territorio inaccessibile dell’inconscio.
E certo, non va mai dimenticata la magia dell’atto: non uscirà mai una carta senza significato, come se il mazzo ascoltasse ogni domanda e rispondesse con aggraziati indovinelli di cui già sappiamo la risposta, aiutandoci a collegare i puntini di un immenso disegno.
I nostri sentimenti vengono dalle forze che dominano l’Universo, riflesse nella psiche, e la psiche riflessa nelle carte. Un gioco di specchi che ci mostra come ogni elemento sia unito al Cosmo intero, nel modo più semplice ed inspiegabile.